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	<title>Emittenti Multimediali, il corso FSE &#187; long tail</title>
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	<description>Appunti di viaggio, casi, idee e tentativi...</description>
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		<title>I am the media: un eccellente quadro da Alan Thys</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 08:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido.masnata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contesto e Analisi di Mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco un&#8217;eccellente presentazione sull&#8217;evoluzione dei media realizzata da Alan Thys, partner di The Future Lab. Trovate entrambi i riferimenti nel blogroll qui a fianco.
In particolare trovo che sia particolarmente brillante nella descrizione del passaggio dallo storico approccio product oriented (nel quale cioè per motivi strutturali e fisici doveva essere comunque un&#8217;azienda a gestire le danze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un&#8217;eccellente presentazione sull&#8217;evoluzione dei media realizzata da Alan Thys, partner di The Future Lab. Trovate entrambi i riferimenti nel blogroll qui a fianco.</p>
<p>In particolare trovo che sia particolarmente brillante nella descrizione del passaggio dallo storico approccio p<em>roduct oriented</em> (nel quale cioè per motivi strutturali e <em>fisici </em>doveva essere <em>comunque </em>un&#8217;azienda a gestire le danze (cfr. la teoria della Long Tail) all&#8217;attuale situazione nella quale la connettività perenne e la digitalizzazione dei contenuti permette alla singola persona di essere attore, protagonista ma anche spettatore: <strong>io sono il media</strong></p>
<p>Cambia quindi tutto (socialmente, economicamente, politicamente, ecc.) come approfondiremo in un prossimo post. Che questo poi possa succedere anche in Italia è tutto un altro discorso&#8230;</p>
<p style="width: 425px; text-align: left" id="__ss_40556"><object style="margin: 0px" height="355" width="425"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=i-am-the-media-5057"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=i-am-the-media-5057" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="355" width="425"></embed></object>
</p>
<p style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border: 0px none ; margin-bottom: -5px" alt="SlideShare" /></a> | <a href="http://www.slideshare.net/alainthys/i-am-the-media?src=embed" title="View 'I Am The Media' on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload?src=embed">Upload your own</a></p>
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		<title>Un esempio di viral video per gli studenti dell&#8217;Università</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Untimoteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A completamento del materiale didattico per i ragazzi che stanno partecipando al Corso FSE organizzato dall&#8217;Università di Padova (assai discutibilmente intitolato &#8220;tecnico per la gestione di un emittente multimediale&#8221;, inserisco il video virale che volevo utilizzare come esempio e che non sono riuscito a scaricare su YouTube.
Al di là del materiale didattico, è un ottimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A completamento del materiale didattico per i ragazzi che stanno partecipando al Corso FSE organizzato dall&#8217;Università di Padova (assai discutibilmente intitolato &#8220;tecnico per la gestione di un emittente multimediale&#8221;, inserisco il video virale che volevo utilizzare come esempio e che non sono riuscito a scaricare su YouTube.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là del materiale didattico, è un ottimo esempio di come oggi sia possibile fare comunicazione senza spendere follie di denaro in spazi pubblicitari e lasciando che siano i meccanismi del WOMM (Word Of Mouth Marketing, il vecchio &#8220;passaparola&#8221; reso di potenza atomica dal web e dalla digitalizzazione..) a fare una parte importante del lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; color: #000000; font-family: Arial; font-size: 10px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: pre; widows: 2; word-spacing: 0px;">httpvhd://www.youtube.com/watch?v=-prfAENSh2k</span></p>
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		<title>Tag&#8230;la chiave del successo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 20:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Untimoteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contesto e Analisi di Mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[Cercavo su slide share una presentazione che avvalorasse la personale ipotesi che all&#8217;interno della rete al valore che un tempo potevamo definire del &#8220;brand&#8221; (Cocacola, Apple, BMW e via dicendo) sta affiancandosi quello del &#8220;tag&#8221;, ovvero della parola chiave. Ok lo so bene che tutti sanno cos&#8217;è un tag, ma se pensiamo che, per come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercavo su slide share una presentazione che avvalorasse la personale ipotesi che all&#8217;interno della rete al valore che un tempo potevamo definire del &#8220;brand&#8221; (Cocacola, Apple, BMW e via dicendo) sta affiancandosi quello del &#8220;tag&#8221;, ovvero della parola chiave. Ok lo so bene che tutti sanno cos&#8217;è un tag, ma se pensiamo che, per come &#8220;ragionano&#8221; i motori di ricerca adessso, il tagging di un articolo, di una foto, di una presentazione slide, di un filmato, di un vecchio compagno di classe su facebook è una componente indispensabile per fare sì che io possa trovare quello che voglio&#8230;non è questo dopo tutto il segreto del successo della rete? Poter analizzare tutti i termini della mia ricerca e poter soddisfare alla precisione massima le mie esigenze di conoscenza, che io sia un fan accanito di un musicista di cui probabilmente solo in Australia si sa qualcosa o che sia un appassionato di trapani a tamburo(se esistono)&#8230;a dividerci restano migliaia di chilometri, per unirci basta una parola, chiave, che apre tutte le serrature.</p>
<p>[slideshare id=39069&amp;doc=tagging-that-works-oreilly-web-20-expo-6349&amp;w=425]</p>
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		<title>Ma come si guadagna se è tutto gratis? Un quadro dei ricavi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 05:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Untimoteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Nell&#8217;ottimo blog The Long Tail di Chris Anderson (che trovate linkato qui di fianco) è uscito qualche giorno fa un post che cerca di fare ordine sugli elementi fondamentali del Conto Economico di una moderna media company, in particolare fornendo una lista delle diverse modalità di ricavo.
Fino ad oggi nel modello classico dell&#8217;editoria i ricavi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">  Nell&#8217;ottimo blog <em>The Long Tail </em>di Chris Anderson (che trovate linkato qui di fianco) è uscito qualche giorno fa un post che cerca di fare ordine sugli elementi fondamentali del Conto Economico di una moderna media company, in particolare fornendo una lista delle diverse modalità di ricavo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad oggi nel modello classico dell&#8217;editoria i ricavi sono stati divisi in:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>vendite di copie: prezzo x quantità</li>
<li>raccolta pubblicitaria: spazi (o meglio contatti con potenziali acquirenti di prodotto)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">  Questo approccio è stato alla base anche della prima ondata di internet, quella basata su un modello di business mutuato dai media tradizionali, vedendo nei banner la <em>soluzione</em> dei problemi (in fondo non sono altro che un&#8217;affissione più evoluta).  In realtà il modello è oggi molto ma molto più complesso (ed economicamente interessante, per chi sappia affrontarlo in modo corretto e moderno). <span id="more-37"></span>Partendo da quanto indicato da Anderson &amp; Co, questa è la mia sintesi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>CPM</strong> ads (&#8220;cost per thousand views&#8221;; banner ads online and regular ads in print, TV and radio): il classico <em>costo</em> <em>contatto</em>, tipico di tutti i media quando gli spettatori/ascoltori/navigatori (ecc ecc) vengono venduti agli inserzionisti &#8221;un tanto al chilo&#8221;, senza troppa differenziazione qualitativa. E&#8217; il modello del marketing di massa, prima della web economy<br />
<strong>CPC</strong> ads (&#8220;cost per click&#8221;): incasso solo se qualcuno clicca uno dei link: è il modello di Google AdSense<br />
<strong>CPT</strong> ads (&#8220;cost per transaction&#8221;) incasso solo se chi clicca arriva ad acquistare un prodotto pubblicizzato</li>
<li><strong>Lead generation: </strong>ricavo dalla vendita di nomi di acquirenti potenziali di prodotti (una cosa tipo il vecchio list broking, aggiornato nella potenzialità commerciale dalla precisizione di target offerta dal web)</li>
<li><strong>Subscription revenues</strong>: i vecchi cari abbonamenti, in estrema sintesi</li>
<li><strong>Affiliate revenues</strong>: sono i diritti di essere associati ad una piattaforma. Per esempio quanto offre Amazon per diventare suo merchant partner. Concettualmente assomiglia molto al franchising</li>
<li><strong>Rental of subscriber lists</strong>: come la Lead generation ma meno qualificata e definitiva (ti faccio fare un giro sui miei Clienti ma i nominativi rimangono miei)</li>
<li><strong>Sale of information</strong>: vendita di dati sui frequentatori del media/sito, con livelli diversi di aggregazione ed elaborazione statistica</li>
<li><strong>Licensing of brand:</strong> concessione di licenza sul brand del media (una forma di comarketing, a volte)</li>
<li><strong>Licensing of content</strong>: cessione a pagamento di una parte del contenuto del sito/media (syndication)</li>
<li>Rivendita di <strong>valore generato dagli utenti</strong>: è il caso di Digg e Reddit (ci torneremo prossimamente) dove le attività fatte dai navigatori (nel caso specifico nel bookmarking) diventano esse stesse un contenuto interessante</li>
<li><strong>Upgraded service/content</strong>: vendita di servizi addizionali a quelli basic (per esempio <a href="http://www.box.net/">www.box.net</a>)</li>
<li><strong><!--more-->modalità alternative di distribuzione/output</strong>: il contenuto (per esempio un libro) può essere venduto come e-book, audiolibro, copia cartecea, podcast, ecc</li>
<li>eventi live: conferenze ma anche concerti, in esclusiva per chi paga</li>
<li><strong>&#8220;Souvenirs&#8221;/&#8221;Merchandise&#8221;:</strong> un classico sottoprodotto quando si dispone di un brand forte</li>
<li><strong>E-commerce</strong> (selling stuff directly on your website): torneremo prossimamente sui vari tipi di carrello elettronico facilmente integrabili in un media elettronico</li>
<li><strong>Sponsorships</strong>: come l&#8217;advertising classico ma basato su una permanenza per tempo e non per numero di impressions</li>
<li><strong>Listings</strong> (paying a time based amount to list something like a job or real estate on your website): è in qualche modo l&#8217;attualizzazione dei vecchi annunci economici</li>
<li><strong>Paid Inclusion</strong> (a form of CPC advertising where an advertiser pays to be included in a search result): è una modalità più tipica dei motori di ricerca che dei veri media</li>
<li><strong>Streaming Audio Advertising</strong> (like radio advertising delivered in the audio stream after a certain amount of audio content has been delivered): sono i vecchi spot ma distribuiti in una modalità podcast (e quindi assai più misurabili)</li>
<li><strong>Streaming Video Advertising</strong> (like streaming audio but in video): c.s. ma per il video</li>
<li><strong>API Fees</strong> (charging third parties to access your API): è la modalità attraverso la quale una piattaforma (da Google ad Amazon, per citare i più grossi) permette di utilizzare una parte del loro codice di programmazione per essere meglio integrati nella piattaforma stessa</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Attenzione: l&#8217;obiettivo di questo post è innanzitutto di fare una lista. Prossimamente approfondiremo alcune di queste fonti ed in particolare quelle più innovative in quanto più intrinsecamente web-based</p>
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